Qual è lo sport che permette ai giocatori di vincere le partite nonostante ottengano meno punti degli avversari? Il tennis. Il tennis con le sue regole non è un puro gioco di numeri con il suo strano metodo per calcolare i punti che non segue convenzioni o coerenze.

Se a questo aggiungiamo la varietà delle superfici di gioco in uso e gli stili dei giocatori comprendiamo perché il tennis è giunto tardi a considerare l’analisi statistica standard sui dati delle partite.

Anche qui ora sono arrivati i big data, esattamente come negli altri sport. La maggior parte dei 20 migliori giocatori del mondo li utilizza per analisi approfondite. Gli eventi del Grande Slam invadono oramai i giocatori con numeri e statistiche e diverse società private sono recentemente nate per fornire consulenza e supporto di questo tipo a squadre e federazioni.

Le reazioni dei giocatori, tuttavia, sono ancora contrastanti. Novak Djokovic è stato un pioniere nell'uso dell'analisi ma solo dopo il 2016, quando ha abbandonato Becker come allenatore. Federer invece ha iniziato ad acquisire informazioni sulla data analysis solo dopo il suo infortunio nel 2017, ma rimane tuttora piuttosto cauto sul valore ottenuto. Infine Rafael Nadal, che ha tentato di abbracciare innovazioni tecnologiche come ad esempio i sensori di racchetta, non ha scelto di entrare nel gioco delle statistiche.

Il percorso evolutivo delle applicazioni di analisi ha una storia grossomodo ventennale e oggi esistono aziende che forniscono con regolarità dati sul comportamento e sui colpi dei primi 150 giocatori al mondo, con analisi individuali personalizzate per costi di migliaia di dollari al mese. Si dice che Federer paghi il doppio del solito importo per ottenere un accesso esclusivo a queste analisi.

Ciò che molto interessa è l’inidividuazione delle caratteristiche dell’avversario, con maggiore attenzione sulle prestazioni più recenti di un giocatore in modo da poter rilevare qualsiasi effetto da infortunio o altre modifiche al loro gioco, anche a metà torneo. Queste informazioni non sono una garanzia assoluta ma è un metodo per conoscere gli schemi di gioco degli avversari soprattutto quando non si sono mai affrontati in precedenza.

I prossimi passi evolutivi riguardano l’uso di tecnologia che misura le grandezze fisiche su recchette e giocatore: colpi, velocità di rotazione, posizioni sul qualsiasi campo, battito cardiaco, sudore. Tutto sperimentato nelle finali ATP NextGen dell'anno scorso e spesso utilizzata in allenamento dai tennisti. E’ vero, il tennis non coinvolge solo i numeri ma viene via via sempre più misurato con essi.