C’è modo di riconoscere nei comportamenti sociali delle persone che ruotano intorno al Pentagono se è imminente qualche evento o conflitto geopolitico? Sembra di sì. Dall’osservazione dei giornalisti che casualmente hanno osservato un flusso crescente di pizze ordinate dal personale presente al Pentagono, si è arrivati in poco tempo a classificare un indice, il cosidetto Pentagon Pizza Index,

il cui valore sembrerebbe stabilire una stretta correlazione con crisi militari e politiche. L’idea che sta alla base della definizione di tale indice è che, nei momenti di particolare tensione geopolitica, il numero di pizze ordinate e consegnate ai dipendenti e consulenti del Pentagono aumenti in maniera decisa proprio a causa della necessità di rimanere negli uffici a vigilare sugli stati di possibili crisi.

Esistono diverse situazioni che sono state documentate al riguardo, non ultimo l’attacco ed il bombardamento aereo ai siti nucleari iraniani dello scorso giugno, ma i dati non sono forse ancora sufficienti per dimostrare scientificamente e statisticamente una robusta relazione di causa ed effetto tra pizze e crisi politico militari mondiali. L’origine dell’indice risale al secolo scorso ai tempi della Guerra Fredda quando erano gli agenti sovietici ad osservare il numero di pizze consegnate per stimare la quantità di personale presente negli uffici del Pentagono. Ai tempi la tecnica di spionaggio era stata denominata Pizzint, cioè Pizza Intelligente. Ora la tecnica di osservazione è stata adattata ai nostri tempi ed esiste addirittura un sito web che riporta l’andamento degli ordini nelle principali catene di pizzerie presenti nei dintorni degli uffici della CIA. Qui sono riportati, fra gli altri, “Domino’s Pizza”, “District Pizza Palace”, “Extreme Pizza” e per ciascuno di loro i dati delle vendite e delle consegnet riportate in bella mostra con grafici accattivanti.

Quali sono gli eventi prima dei quali si sono avuti evidenti picchi di vendite di vendite? Il 1° Agosto 1990, giorno precedente all’invasione del Kuwait, nei giorni dell’operazione “Desert Fox” in Iraq, nell’Aprile del 2024 in occasione dell’attacco iraniano a Israele, nel giugno 2025 in concomitanza con l’attacco Usa all’Iran.