In un periodo di tensioni mondiali sia militari che commerciali non sono così rari gli attacchi scatenati da fantomatici hacker nei confronti di reti e server istituzionali per metterne fuori uso la regolare funzionalità. Uno degli attacchi più comuni è il cosidetto Denial of Service o più esaurientemente detto DDoS (Distributed Denial of Service) che è un tentativo di bloccare il servizio inondando l’infrastruttura di traffico Internet.

Con una semplice analogia il DDos è simile ad un ingorgo stradale per impedire alle autovetture di giungere regolarmente a destinazione. Oggi gli attacchi Denial of Service vengono condotti in maniera organizzata attraverso il controllo a distanza di molteplici dispositivi che vengono infettati da software bot i quali, a loro volta, ricevendo precise indicazioni dall’aggressore che coordina l’attacco, diverranno i bracci armati dell’azione. Gli attacchi scatenati negli anni sono molteplici e non di tutti ne viene data notizia, ma alcuni di questi hanno assunto caratteristiche dimensionali davvero rilevanti al punto che vale la pena farne breve cronaca.

Nell’ottobre del 2023 Google ha dichiarato di avere rintuzzato il più grande attacco DDos che aveva raggiunto il picco di 398 milioni di richieste al secondo sui loro server. Nel 2018 la piattaforma GitHub, il popolare servizio di condivisione di codice online per milioni di sviluppatori, è stata colpita da un gigantesco attacco Denial of Service. Nel momento di massimo ingorgo la piattaforma ha ricevuto flusso di dati di oltre 1,3 Terabyte al secondo, ma con le contromisure già presenti l’attacco è stato contenuto del volgere di una decina di minuti.

Da rilevare nel 2016 il DDos diretto contro Dyn, fornitore di servizi di rete per moltissimi importanti clienti come Netflix, Amazon, Spotify. Attraverso l’attacco coordinato di 100.000 bot diffusi in rete su dispositivi IoT i servizi Dyn sono collassati. L’attacco è costato l’abbandono di migliaia di clienti da questa piattaforma con una perdita economica di oltre cento milioni di dollari.

Più indietro nel tempo, nel 2000, è avvenuto un attacco Denial of Service da parte di un giovanissimo hacker, quindicenne chiamato ‘Mafiaboy’, il quale ha fatto collassare importanti siti commerciali, tra i quali CNN, Amazon, eBay, Dell e Yahoo. Il ragazzo ha usato una rete di bot per ottenere il controllo di milioni di computer e usarli per inondare i siti web con un volume schiacciante di traffico. Questi attacchi hanno creato panico e caos nei mercati azionari e sono durati una settimana anche a causa di mancanza di preparazione negli strumenti di difesa.