Ogni singolo utilizzatore di sistemi informatici si è imbattuto nella questione inerente alla possibile perdita dei propri dati. Anche nei casi di piccoli archivi personali, la perdita di propri documenti o immagini dei propri cari provoca non pochi turbamenti e può costituire un’esperienza piuttosto devastante, proprio per l’impossibilità di tornare sui propri passi. L’hackeraggio, il furto o un improvviso malfunzionamento comporta spesso il rischio di una perdita di dati se non è stato effettuato un backup recente.
Ancora di più per aziende, imprese, istituzioni un grave evento di perdita di dati può avere un impatto significativo sulle attività o addirittura causare il collasso dei servizi. Tutto questo è possibile anche per i servizi online di aziende che potrebbero essere violate anche nel caso di archivi situati su sistemi cloud.
Molti esperti di comportamenti dell’essere umano si concentrano sulle ansie connesse alla perdita di “oggetti” cari ed è solitamente grande lo sforzo di garantirne una permanente conservazione. In questi anni si sono registrate numerose operazioni di conversione di vecchi bunker antiatomici sotterranei realizzati durante la guerra fredda degli anni 50 in robusti data center dove la conservazione di dati sembrerebbe assicurata in toto. Come oggetto di indagine antropologica, il data center all'interno di un bunker perpetua l'antica pratica umana di conservare reliquie preziose in siti sotterranei, come i tumuli e le tombe dei nostri antenati, dove venivano seppelliti strumenti, argento, oro e altri tesori.
Le strutture sotterranee e gli ex bunker riconvertiti in spazi di archiviazione cloud sono molti nel mondo. Ex rifugi antiaerei in Cina, centri di comando e controllo sovietici abbandonati a Kiev e bunker del Dipartimento della Difesa negli Stati Uniti sono stati tutti riutilizzati negli ultimi due decenni come siti di archiviazione dati "a prova di futuro". Ma anche molte miniere abbandonate e caverne, ad esempio in Svizzera, sono oggetto di riconversione in spazi sicuri di archiviazione di dati digitali.
I visitatori di data-center-bunker riscontrano la presenza di pareti molto robuste a protezione dell’area e l’infrastruttura presente all’interno è quanto di più fisico si possa immaginare. I data center o server farm sono sostanzialmente l’area di conservazione di quanto depositato da utenti e aziende in cloud. In definitiva dai nostri pc salviamo dati in un cloud “astratto”, il quale a sua volta conserva i dati stessi in un bunker estremamente “fisico”, ed è per questo che spesso di dice "non esiste il cloud, è solo il computer di qualcun altro".
Come noto esistono data center anche fuori terra. Questi sono spesso realizzati senza importanti protezioni fisiche e minacce particolarmente violente, dolose e non, possono mettere fuori uso parte o l’intera infrastruttura. Per questo i data center nei bunker, nel contesto di recenti tensioni geopolitiche, assumono un elevato valore. Non è facile trovare una struttura più sicura di un bunker e cinicamente potremmo addirittura pensare che in caso di guerra atomica i clienti potrebbero non sopravvivere ma i suoi dati sì.
