Stando a quanto affermato da una società di ricerca indipendente e no-profit, Electric power research institute, esiste una grossa differenza tra il consumo energetico richiesto da ChatGpt rispetto a quanto richiesto attraverso una semplice ricerca in Google. Secondo la stima, la richiesta sottomessa a ChatGpt richiederebbe 2,9 wattora contro 0,3 wattora consumati da una richiesta tradizionale Google.

Il rapporto sarebbe di circa 10 volte quando utilizziamo i chatbot di intelligenza artificiale.

Circoscrivendo all’Irlanda la ricerca effettuata da questa società, si è valutato che giornalmente le richieste ammontano a circa nove miliardi. Con una semplice moltiplicazione si arriva alla conclusione che il consumo di energia richiesto dall’intelligenza artificiale è davvero alto. Altre proiezioni indicherebbero che nel 2026 i data center in Irlanda consumerebbero all’incirca un terzo dell’energia richiesta dall’intera Irlanda. La richiesta di energia si traduce in conseguente aumento di produzione dei gas serra. Si assiste ad una emissione di gas serra in crescita di circa il 50% negli ultimi 4 anni dovuti alla domanda di energia richiesta dai data center che ospita per gran parte l’industria dell’intelligenza artificiale.

In ambito Europeo si contano 1300 data center, localizzati per gran parte nelle vicinanze delle grandi città che rappresentano rilevanti centri finanziari. Si ipotizza che il settore dei data center possa consumare 150 milioni di megawattora che può equivalere fra il 10% e il 20% della totale energia elettrica consumata da ciascun paese.

Si tenga presente che molta dell’energia richiesta dai data center riguarda la domanda di temperatura di raffreddamento delle macchine e dei processori che mettono in esecuzione le richieste di elaborazione di intelligenza artificiale. Nei paesi nordici vi è un particolare vantaggio rispetto a questo aspetto. Il clima generalmente più freddo richiede meno energia per il raffreddamento e questo comporta un vantaggio economico grazie a costi energetici più bassi. Ma a questo regime di crescita di energia e di gas serra, ancora per quanto i paesi nordici resteranno al fresco?