Con una iniziativa che ha quasi dell’incredibile, l’intelligenza artificiale è riuscita a ricostruire alternative gratuite ai famosi e diffusissimi prodotti di Microsoft, Word, Excel e PowerPoint. Un singolo sviluppatore assistito
da un motore di AI, Brendon Thomas, è riuscito a generare con procedure di reverse engineering una suite per il lavoro di ufficio. Il protagonista non è alle prime armi, diciamo così, in quanto si è già dedicato con il progetto ArtCraft alla ricostruzione di altre applicazioni.
L’idea è ambiziosa perché l’obiettivo finale è di offrire applicazioni utilizzabili senza dover versare la quota di abbonamento, completamente capaci di operare con i formati di documento normalmente gestiti con la suite di Office.
L’aspetto tecnico della questione è interessante. L’ operazione svolta dall’intelligenza artificiale è stata quella di ricostruire il codice sorgente semplicemente partendo dall’interfaccia presentata all’utente di Office e dalle opzioni disponibili nel menu e attraverso le icone presenti. La riproduzione dell’interfaccia è relativamente semplice ma ciò che è meno semplice riguarda la completezza e la riproduzione fedele delle funzioni a disposizione dell’utente. L’ AI ha ridotto buona parte del lavoro iniziale, aiutando a produrre il codice sorgente che, naturalmente, non è disponibile solo guardando l’interfaccia. Il linguaggio utilizzato in questa ricostruzione all’indietro è Rust, ottimo per prestazioni di alto livello nella gestione della memoria.
I tre applicativi riprodotti, WordCraft, GridCraft, DeckCraft, hanno un grado abbastanza elevato di maturazione ma sembrerebbe che non abbiano ancora raggiunto il 100% della disponibilità di funzioni derivate dagli originali di Microsoft. Si parla di un 88% per WordCraft, alternativa a Word, di un 89% per GridCraft, alternativa a Excel, 79% per l’alternativa di PowerPoint, cioè DeckCraft, secondo i test di confronto che sono stati dichiarati.
La notizia della diffusione di questi prodotti è stata rapida e l’idea della gratuità alla base di una possibile adozione è allettante, ma come per altri casi verificatisi in passato, ad esempio OpenOffice, LibreOffice, la mancanza totale di costi è una chimera. Non sempre si ha completa compatibilità e il tempo che si perde nell’accorgersi che un documento condiviso con un utente di Microsoft non è visualizzato come l’originale rappresenta in modo indiretto un onere economico.
Rimane certamente sorprendente l’iniziativa dei ragazzi del progetto ArtCraft, i quali hanno saputo sfruttare la potenza dell’intelligenza artificiale e di Anthropic per ottenere un risultato che prova a farci immaginare ancora una volta dove possiamo spingerci con la generazione automatica di codice.
