Nelle scorse settimane a Pechino si sono svolte le World Humanoid Robot Games (WHRG), ossia le “Olimpiadi dei robot”, i Giochi mondiali dei robot umanoidi. Sono una sorta di Olimpiadi nelle quali gli atleti sono robot, ma con una caratteristica molto interessante: non si limitano a gareggiare nello sport,

vengono messi alla prova anche in attività che dovrebbero svolgere nel mondo reale. La prima edizione si è svolta a Pechino nell'agosto 2025; la seconda si è svolta dal 22 al 26 agosto 2026. Come sono organizzate? L'idea di fondo è abbastanza simile a quella delle Olimpiadi umane: ci sono squadre, robot-atleti, discipline diverse, regolamenti, arbitri e classifiche.

Ma le discipline sono organizzate in modo particolare.

1) Gare sportive: I robot competono in discipline che imitano gli sport umani: 100 metri 400 metri 1.500 metri staffetta 4×100 corsa a ostacoli salto in lungo salto in alto ginnastica calcio 2 contro 2, 3 contro 3 e 5 contro 5. In questo modo si misura soprattutto la capacità del robot di camminare, correre, mantenere l'equilibrio, coordinare i movimenti e collaborare con altri robot.

2) Gare di abilità e spettacolo: Qui il robot deve dimostrare capacità motorie più sofisticate quali danza individuale, danza di gruppo, arti marziali; nelle edizioni più recenti, anche discipline come street dance, ballo e cheerleading. È un modo per verificare quanto bene il robot riesca a coordinare braccia, gambe, busto e movimenti simultanei.

3) Gare “professionali”: Questa è forse la parte più interessante dal punto di vista tecnologico. Il robot deve svolgere compiti che potrebbe realmente incontrare in un'azienda o in un servizio come movimentare e ordinare materiali in una fabbrica, selezionare e confezionare medicinali in un ospedale, accogliere clienti o effettuare operazioni di pulizia.

Va considerato che non tutti i robot sono completamente autonomi. Il regolamento consente, a seconda della disciplina, robot controllati a distanza oppure robot autonomi. In alcune prove, come determinate gare di danza e ginnastica, l'autonomia è invece obbligatoria. Questo crea una distinzione molto interessante fra un robot telecomandato con comandi indicati dall’uomo e uno autonomo nel quale sono i sensori e l’AI a decidere il movimento. La seconda situazione è tecnologicamente molto più interessante, perché il robot deve percepire l'ambiente, interpretarlo e decidere autonomamente cosa fare.

Nella gara dei 100 metri piani si confrontano otto robot che devono

  1. partire
  2. mantenere l'equilibrio
  3. accelerare
  4. coordinare decine di motori e articolazioni
  5. evitare di cadere
  6. arrivare al traguardo.

Ed è proprio la caduta uno dei problemi più frequenti dei robot umanoidi. Nel 2026, però, la gara dei 100 metri è stata resa completamente autonoma, aumentando notevolmente la difficoltà tecnologica.

E il calcio? Anche qui l'obiettivo non è semplicemente far correre un robot dietro a una palla. Nel calcio un robot deve contemporaneamente: vedere, riconoscere la palla, riconoscere compagni e avversari, decidere cosa fare, muoversi e infine calciare. Quindi il calcio diventa una sorta di laboratorio per l'AI incarnata, quella che deve collegare l'intelligenza artificiale al movimento fisico ed è uno dei motivi per cui queste competizioni interessano molto il settore tecnologico.

Perché la Cina organizza queste “Olimpiadi”? Qui c'è un aspetto ancora più interessante. La Cina non sembra considerare queste gare semplicemente come uno spettacolo. L'obiettivo dichiarato è utilizzare le competizioni per accelerare il passaggio dei robot dai laboratori alle applicazioni reali, per esempio nelle fabbriche, negli ospedali, negli alberghi e nelle abitazioni. I numeri sono già notevoli. Nel 2025 parteciparono 280 squadre provenienti da 16 Paesi e regioni, con 26 discipline e 487 eventi di gara. Nel 2026 la manifestazione è cresciuta enormemente: 666 squadre e 2.056 robot, con 51 eventi e 1.301 sessioni di gara. Quindi non è soltanto una curiosità: è diventata una grande vetrina internazionale per l'industria della robotica cinese.