Nei campionati Mondiali di calcio in corso negli Stati Uniti l’intelligenza artificiale sta svolgendo un ruolo importante e diffuso. In particolare, uno dei principali fornitori di servizi in AI collaborerà con i campioni dell’Argentina di Leo Messi, infatti è stato siglato un accordo che lo rende sponsor principale della Federazione calcistica argentina, comparendo infatti sulle tute di allenamento.
Naturale pensare che l'AI verrà utilizzata per studiare e comprendere meglio le azioni di gioco, le prestazioni di ciascun giocatore e i dati statistici di tutta la squadra. Sulle panchine non si vedono più foglietti o pizzini con i suggerimenti per gli allenatori, ma tablet costantemente aggiornati con i dati del match; il pallone, chiamato Trionda, ha un sensore inerziale che traccia ogni movimento, il quale unito ai segnali dei dispositivi indosso ai giocatori consente l’analisi immediata del match; viene prodotta una modellazione tridimensionale di ogni calciatore durante la partita che consentirebbe di prevedere infortuni muscolari con alcuni giorni di anticipo.
Oltre agli algoritmi per l’analisi e la statistica delle partite e delle azioni di gioco, l’intelligenza artificiale intende suggerire quali esercizi ed allenamenti specifici andrebbero adottati in funzione dell’avversario che si andrà ad affrontare, consentendo una riduzione significativa del tempo per metterli in pratica sul terreno di gioco.
Il coinvolgimento in uno degli eventi più importanti del mondo diventa un vero stress test per le molteplici applicazioni nelle quali l’intelligenza artificiale viene coinvolta.
Sebbene sia l’Argentina il focus principale di questo fornitore di AI, l’azienda ha stretto accordi anche con altre importanti squadre che stanno partecipando alla competizione. Tutte le nazionali, ma principalmente quelle che hanno una lunga storia e diversi titoli, prestano grande attenzione alla propria tradizione calcistica e al numero enorme di appassionati tifosi al seguito. Il fatto che vi sia un accordo con aziende di notevole rilevanza tecnologica rappresenta una importante iniezione di modernità.
Come si sa, l’introduzione dell’intelligenza artificiale è esposta su molteplici fronti e, per questo, la tecnologia è sottoposta ad uno stress “elaborativo” gigantesco per il numero di richieste simultanee che sono prodotte. Questo non deve in alcun modo produrre inefficienze nelle risposte o errori nella generazione di formazioni, pena una risonanza negativa totale. Occorre dire che questa pervasività tecnologica rischia di ampliare le disuguaglianze fra le 48 squadre. I grandi team dispongono di supercomputer e scienziati del dato che sono in grado di elaborare strategie in pochi secondi, mentre le federazioni più piccole e con meno risorse rischiano di subire un divario che non è solo tecnico o atletico, ma anche tecnologico. È una forma di colonialismo sportivo alla quale occorre prestare attenzione.
Ma la storia dei Mondiali di calcio è costellata di nuove tecnologie, introdotte via via nell’evento ogni 4 anni: tv a colori, gps, var, e non poteva mancare l’arrivo dell’intelligenza artificiale. La differenza sta nel volume dell’impatto che l’AI ha su squadre, giocatori, tifosi sui campi, spettatori sul divano di casa.
